Il punteggio ISA di un’impresa edile va da 1 a 10 e si forma su ricavi, addetti, costo del lavoro e lavori in corso dichiarati nel modello allegato alla dichiarazione. I vantaggi partono da 8, e salire di fascia aggiungendo ricavi costa imposte e IVA sull’importo aggiunto: nell’esempio svolto qui sotto, 3.617 euro su 10.000.
Che cosa legge il punteggio ISA nei numeri di un’impresa edile?
Gli indici sintetici di affidabilità fiscale sono i voti da 1 a 10 che l’Agenzia delle Entrate assegna ogni anno sulla coerenza dei dati dichiarati, e li prevede l’articolo 9-bis del decreto-legge 50/2017, che li descrive come la sintesi di indicatori elementari di affidabilità e di anomalia. Quegli indicatori sono singoli confronti fra i numeri della dichiarazione e concorrono tutti al calcolo del voto: alcuni misurano quanto la gestione dell’impresa è normale e coerente, altri segnalano un dato fuori posto. Per chi costruisce edifici, strade o opere di ingegneria civile l’indice si chiama EG69U, approvato con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 31 marzo 2026 per il periodo d’imposta 2025, mentre le imprese di intonacatura, rivestimento, tinteggiatura e finitura degli edifici rientrano nell’indice EG50U.
I dati che l’indice legge sono quasi tutti numeri che un’impresa edile tiene già per commessa. Nel quadro A del modello finiscono le giornate retribuite e il numero di addetti presenti alla fine dell’anno, compreso il personale distaccato, che va contato dall’impresa che lo utilizza e non da quella che lo manda. Nel quadro F vanno i ricavi delle cessioni e delle prestazioni al rigo F01 e le spese per prestazioni di lavoro al rigo F14. Le rimanenze, invece, si dividono in due: i righi F06 e F07 chiedono esistenze iniziali e rimanenze finali delle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale, mentre i righi F08 e F09 raccolgono magazzino, semilavorati e lavori in corso che ultrannuali non sono.
Il punteggio, però, da quei numeri non si ricava con una formula che puoi rifare a mano. Lo calcola il software «Il tuo ISA 2026 CPB» dell’Agenzia, che per ogni indicatore elementare mostra il punteggio, la segnalazione e l’importo di ricavi in più che lo porterebbe al massimo. In una sezione a parte lo stesso programma riporta la probabilità con cui ti assegna ai modelli di business dell’indice, cioè ai profili di imprese che lavorano in modo simile al tuo. Il confronto quindi non avviene con tutte le imprese edili d’Italia, ma con il profilo in cui i tuoi dati ti collocano, e questo spiega perché due imprese con gli stessi ricavi possono prendere voti diversi.
Dove finiscono nel modello i lavori in corso al 31 dicembre?
La durata del contratto decide in quale rigo finisce un cantiere ancora aperto il 31 dicembre. L’articolo 93 del testo unico delle imposte sui redditi riguarda le opere «pattuite come oggetto unitario e con tempo di esecuzione ultrannuale», cioè un contratto solo che si esegue in più di dodici mesi: soltanto quei lavori stanno nei righi F06 e F07, valutati in base ai corrispettivi pattuiti e, per la parte coperta dagli stati di avanzamento, in base ai corrispettivi liquidati. Un cantiere partito a ottobre e da chiudere a marzo attraversa il 31 dicembre ma dura meno di un anno, quindi i suoi lavori in corso vanno nei righi F08 e F09, valutati sulle spese sostenute nell’esercizio come prevede il comma 6 dell’articolo 92, oppure con la percentuale di completamento se l’impresa già la applica in bilancio.
Prendiamo una S.r.l. edile inventata, che serve solo a far vedere come si spostano i numeri: sei addetti, tre cantieri e 900.000 euro di ricavi dichiarati. Il cantiere grosso è un appalto pubblico con diciotto mesi di esecuzione, quindi un’opera ultrannuale, e al 31 dicembre la parte già eseguita vale 150.000 euro di corrispettivi. Quei 150.000 euro passano fra i ricavi del rigo F01 soltanto se il committente li ha liquidati a titolo definitivo, come stabilisce il comma 4 dell’articolo 93, mentre la parte ancora non liquidata resta fra le rimanenze del rigo F07. Se sul cantiere ci sono soltanto SAL in acconto, cioè stati di avanzamento dei lavori che danno diritto a incassare una quota senza chiudere il conto, l’importo resta tutto fra le rimanenze e cambia solo il criterio con cui lo si valuta.
La data in cui l’impresa chiude il SAL, da sola, non sposta quindi nessun euro, e la differenza si vede sul modello ISA: con la liquidazione definitiva l’anno chiude a 1.050.000 euro di ricavi e nessun lavoro in corso su quel cantiere, senza la liquidazione definitiva chiude a 900.000 euro di ricavi e 150.000 euro nel rigo F07. Il lavoro eseguito è lo stesso, però gli indicatori costruiti su ricavi, rimanenze e addetti leggono due imprese diverse. Nel nostro esempio il cantiere è pubblico, e la cosa conta, perché il momento della liquidazione definitiva dipende da come il contratto regola gli acconti e la chiusura dei lavori: in un appalto privato lo stesso passaggio può cadere molto prima o molto dopo.
Sui lavori in corso il decreto aggiunge una regola che riguarda pochi indici, fra cui proprio EG69U ed EG50U: per sapere se si supera la soglia oltre la quale gli ISA non si applicano, i ricavi vanno aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali, valutate secondo gli articoli 92 e 93 del testo unico delle imposte sui redditi. La soglia è 5.164.569 euro, quindi un’impresa con 4.900.000 euro di ricavi e 400.000 euro di lavori in corso in più rispetto all’anno prima arriva a 5.300.000 euro e per quell’anno resta fuori dagli indici, anche se i ricavi fatturati erano sotto la soglia.
Quali vantaggi danno i punteggi 8, 8,5 e 9?
I benefici premiali li elenca il comma 11 dell’articolo 9-bis, mentre le soglie di punteggio che danno diritto a ciascuno le fissa il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 123160 del 22 aprile 2026, che si applica a partire dal periodo d’imposta 2025. Chi arriva a 9 prende il pacchetto intero, chi si ferma a 8 ne prende una parte, e quasi tutti i vantaggi si ottengono anche con la media semplice dei punteggi di due periodi d’imposta consecutivi.
Un primo gruppo di benefici tocca la cassa: chi supera la soglia compensa i propri crediti in F24 senza il visto di conformità, cioè senza far certificare il credito da un professionista abilitato che ne risponde, e ottiene i rimborsi IVA senza quel visto e senza prestare una garanzia. Gli altri benefici riguardano i controlli, e qui l’impresa esce dalla disciplina delle società non operative, le regole dell’articolo 30 della legge 724/1994 che considerano «di comodo» la società i cui ricavi restano sotto una soglia calcolata in percentuale sul valore dei beni iscritti in bilancio. Resta fuori anche dagli accertamenti basati su presunzioni semplici, quelli in cui l’ufficio ricostruisce i ricavi non dichiarati partendo da indizi gravi, precisi e concordanti invece che da un documento, e dall’accertamento sintetico del reddito, cioè dal reddito complessivo ricalcolato a partire dalle spese sostenute nell’anno. Si accorciano infine di dodici mesi i termini di accertamento, cioè gli anni che l’Agenzia ha davanti per notificare un atto su quel periodo d’imposta.
| Punteggio dell’anno | Beneficio | Vale anche con la media di due anni |
|---|---|---|
| almeno 9 | compensazione senza visto fino a 70.000 euro di IVA e 50.000 euro di imposte sul reddito e di IRAP; rimborso IVA fino a 70.000 euro senza visto né garanzia | sì, con media almeno 9 |
| almeno 9 | esclusione dalla disciplina delle società non operative; esclusione dell’accertamento sintetico del reddito, purché il reddito accertabile non superi di due terzi quello dichiarato | sì, con media almeno 9 |
| almeno 8,5 | esclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici | sì, con media almeno 9 |
| almeno 8 e sotto 9 | compensazione senza visto fino a 50.000 euro di IVA e 20.000 euro di imposte sul reddito e di IRAP; rimborso IVA fino a 50.000 euro senza visto né garanzia | sì, con media almeno 8,5 |
| almeno 8 | termini di accertamento ridotti di un anno | solo con il punteggio dell’anno |
Sotto 8 di questi benefici non arriva nessuno, e un voto basso pesa anche in un altro modo, perché lo stesso provvedimento indica che l’Agenzia concentra le analisi del rischio di evasione sui contribuenti con un livello pari o inferiore a 6. I vantaggi su accertamenti e società non operative, poi, si perdono per quell’anno quando emerge una violazione così grave che l’ufficio deve denunciarla alla Procura come reato tributario, fra quelli elencati dal decreto legislativo 74/2000, come prevede il comma 13 dell’articolo 9-bis. Lo stesso punteggio decide anche quanto costa il concordato preventivo biennale per l’impresa edile, perché la fascia in cui cade il voto stabilisce con quale aliquota si tassa la parte di reddito in più che si accetta di dichiarare per due anni.
Quanto costa dichiarare maggiori ricavi per salire di fascia?
Il comma 9 dell’articolo 9-bis permette di indicare in dichiarazione ulteriori componenti positivi che non risultano dalle scritture contabili, proprio per migliorare il profilo di affidabilità e accedere al regime premiale. Quell’importo però pesa su tre fronti insieme: aumenta il reddito tassato, aumenta la base dell’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive, e fa salire il volume d’affari ai fini IVA, cioè il totale di quello che hai fatturato nell’anno. Sull’aumento l’IVA si paga con l’aliquota media dell’impresa, e quell’aliquota si ricava dalle operazioni imponibili, cioè dalle fatture su cui l’IVA è stata addebitata: si prende l’imposta che le riguarda, si toglie quella sulle cessioni di beni ammortizzabili, cioè sulla vendita di macchine, mezzi e attrezzature, e si divide il risultato per il volume d’affari dichiarato. Il comma 10 aggiunge che su quelle imposte non si pagano sanzioni né interessi, purché il versamento avvenga entro il termine previsto per il saldo delle imposte sui redditi, con la possibilità di rateizzarlo.
Torniamo alla S.r.l. dei tre cantieri e supponiamo che dichiari 10.000 euro di ulteriori componenti positivi, su cui deve pagare l’IRES, l’imposta sul reddito delle società, insieme all’IRAP e all’IVA. Nell’anno aveva 450.000 euro di lavori imponibili al 10 per cento e 150.000 euro al 22 per cento, cioè 78.000 euro di imposta, mentre altri 300.000 euro di lavori in subappalto erano fatturati senza IVA con il reverse charge: su un volume d’affari di 900.000 euro l’aliquota media diventa 78.000 diviso 900.000, cioè l’8,67 per cento.
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| IRES | 10.000 × 24% | 2.400 euro |
| IRAP | 10.000 × 3,50% | 350 euro |
| IVA con aliquota media | 10.000 × 8,67% | 867 euro |
| Totale | 3.617 euro |
Dichiarare 10.000 euro di ricavi in più costa quindi 3.617 euro, poco più di 36 centesimi per ogni euro aggiunto. L’aliquota IRAP ordinaria è il 3,50 per cento dell’articolo 16 del decreto legislativo 446/1997, ma le regioni possono alzarla fino a 0,92 punti, e al massimo della maggiorazione quella riga passa da 350 a 442 euro.
Quei 3.617 euro vanno messi accanto al beneficio della fascia che si raggiunge, e il confronto si fa sulle proprie cifre. Un’impresa con 60.000 euro di credito IVA da compensare, con un punteggio di 9 lo compensa senza il visto, mentre con 8 il visto le serve perché la soglia si fermerebbe a 50.000 euro: il risparmio è la parcella di chi appone il visto, più i giorni di attesa. Se invece il credito da compensare è 20.000 euro, la fascia 8 basta già e i 3.617 euro diventano un costo senza contropartita.
Il software però non dice di quanto sale il voto complessivo. Per ogni singolo indicatore l’applicazione dell’Agenzia mostra l’importo che lo porterebbe al massimo, mentre il voto finale esce dal calcolo sui dati di tutta la dichiarazione, quindi la scelta sui maggiori ricavi si fa dopo aver simulato i propri numeri dentro «Il tuo ISA 2026 CPB».
Che cosa tenere in ordine durante l’anno perché il punteggio non sorprenda?
Il modello ISA si compila in primavera, ma i numeri che lo riempiono si formano nei dodici mesi prima, e ricostruirli a dicembre da fatture e buste paga è il modo più sicuro per trovarsi un voto che non si sa spiegare. Quattro dati, tenuti per commessa, bastano a far tornare i conti:
- i ricavi di ogni cantiere, con gli acconti incassati tenuti distinti dai corrispettivi che il committente ha liquidato a titolo definitivo;
- l’avanzamento e il valore dei lavori in corso al 31 dicembre, con i cantieri di contratti oltre i dodici mesi tenuti distinti dagli altri;
- il costo del lavoro e le giornate retribuite di ogni addetto, contando il personale che altre imprese hanno distaccato presso di te ed escludendo quello che hai mandato a lavorare presso di loro;
- il magazzino di materiali e semilavorati, insieme ai lavori in corso dei cantieri più brevi.
Due situazioni tengono l’impresa fuori dagli indici per un anno intero, e conviene riconoscerle subito: l’anno di inizio o di cessazione dell’attività e l’anno in cui i ricavi, corretti con le rimanenze come si è visto sopra, superano 5.164.569 euro. Anche il regime forfettario esclude l’applicazione degli ISA, quindi chi vi rientra non ha un punteggio da leggere.
La scelta sui maggiori ricavi riguarda il 2026, che si dichiara nel 2027, perché sul 2025 la dichiarazione è già chiusa e il punteggio è quello che è. Quello che resta da fare adesso è leggere il voto appena arrivato e sistemare i dati per commessa dei mesi che mancano alla chiusura. Se ricavi di cantiere, lavori in corso e costo del lavoro li stai ancora ricostruendo a fine dicembre da fatture e buste paga, richiedi una demo di EdilBudget e guarda quei quattro numeri aggiornati mentre i cantieri sono ancora aperti.
Fonti
- Decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, art. 9-bis, testo vigente, Normattiva, consultato il 02/11/2026
- Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 31 marzo 2026, approvazione degli ISA per il periodo d’imposta 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 2026, supplemento ordinario n. 15, consultato il 02/11/2026
- Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 22 aprile 2026, prot. n. 123160/2026, livelli di affidabilità per i benefici premiali, consultato il 02/11/2026
- Agenzia delle Entrate, modello ISA 2026 per il periodo d’imposta 2025, istruzioni parte generale, consultato il 02/11/2026
- Agenzia delle Entrate, modello ISA 2026 per il periodo d’imposta 2025, istruzioni quadro A e istruzioni quadro F, consultati il 02/11/2026
- Agenzia delle Entrate, guida operativa «Il tuo ISA 2026 CPB» per il periodo d’imposta 2025, versione 1.0.0 del 13 maggio 2026, consultata il 02/11/2026
- Testo unico delle imposte sui redditi, art. 92, variazioni delle rimanenze e art. 93, opere, forniture e servizi di durata ultrannuale, Normattiva, consultati il 02/11/2026
- Testo unico delle imposte sui redditi, art. 77, aliquota IRES, Normattiva, consultato il 02/11/2026
- Decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, art. 16, aliquota IRAP, Normattiva, consultato il 02/11/2026
- Legge 23 dicembre 1994, n. 724, art. 30, società di comodo, Normattiva, consultato il 02/11/2026
- D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 38, determinazione sintetica del reddito e art. 39, presunzioni semplici, Normattiva, consultati il 02/11/2026
Domande frequenti
Da quale punteggio ISA partono i benefici premiali?
Da 8. Con almeno 8 si compensano crediti fino a 50.000 euro di IVA e 20.000 euro di imposte sul reddito e di IRAP, l'imposta regionale sulle attività produttive, senza il visto di conformità, cioè senza far certificare il credito da un professionista abilitato che ne risponde, e il tempo che l'Agenzia ha per accertare quell'anno si accorcia di dodici mesi; con 9 le due soglie salgono a 70.000 e 50.000 euro. Lo fissa il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 123160 del 22 aprile 2026, che vale dal periodo d'imposta 2025.
Qual è l'indice ISA di un'impresa edile?
Per la costruzione di edifici, strade e opere di ingegneria civile è l'indice EG69U «Costruzioni»; per intonacatura, rivestimenti, tinteggiatura e altri lavori di finitura è l'indice EG50U. Entrambi sono approvati dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 31 marzo 2026 per il periodo d'imposta 2025.
I lavori in corso contano per la soglia oltre la quale gli ISA non si applicano?
Sì. Per gli indici EG69U ed EG50U i ricavi vanno aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali, valutate secondo gli articoli 92 e 93 del testo unico delle imposte sui redditi, e il risultato si confronta con la soglia di 5.164.569 euro dell'articolo 3 del decreto del 31 marzo 2026.
Quanto costa dichiarare 10.000 euro di maggiori ricavi per migliorare l'ISA?
Nell'esempio svolto in questo articolo costa 3.617 euro: 2.400 euro di IRES, l'imposta sul reddito delle società, al 24 per cento, 350 euro di IRAP al 3,50 per cento e 867 euro di IVA con un'aliquota media dell'8,67 per cento. L'importo cambia con l'aliquota media IVA dell'impresa e con l'eventuale maggiorazione regionale dell'IRAP, e secondo il comma 10 dell'articolo 9-bis del decreto-legge 50/2017 su quelle imposte non si pagano sanzioni né interessi se si versa entro il termine del saldo.
In quali righi del modello ISA vanno i lavori in corso di un cantiere aperto a fine anno?
Nei righi F06 e F07 vanno soltanto le opere pattuite come oggetto unitario e con un tempo di esecuzione superiore a dodici mesi, quelle dell'articolo 93 del testo unico delle imposte sui redditi. I lavori in corso dei cantieri più brevi, anche quando attraversano il 31 dicembre, vanno nei righi F08 e F09 e si valutano sulle spese sostenute nell'esercizio secondo il comma 6 dell'articolo 92, oppure con la percentuale di completamento se l'impresa già la applica in bilancio.
Dott. Luca Mochi
Dottore commercialista, iscritto all'ODCEC di Roma, sez. A, n. AA_014139.
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