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Iper-ammortamento per l'impresa edile: cosa inviare al GSE entro il 31 dicembre 2026

Comunicazione di completamento al GSE entro il 31 dicembre 2026: documenti, date e maggiorazione calcolata su un escavatore da 180.000 euro.

Di Dott. Luca Mochi
Dottore commercialista

In questo articolo
  1. Che cos’è la comunicazione di completamento e quando si manda?
  2. Quali documenti serve avere pronti a dicembre?
  3. Perché il 31 dicembre 2026 conta più del 15 novembre 2028?
  4. Quanto vale la maggiorazione su un escavatore da 180.000 euro?
  5. Il risparmio fiscale abbassa il costo del mezzo in commessa?
  6. Cosa non è ancora chiarito per i mezzi che girano fra cantieri?
  7. Cosa controllare nelle tue commesse e da quando?
  8. Fonti
  9. Domande frequenti

Se nel 2026 hai comprato un escavatore collegato al gestionale di cantiere, manca l’ultimo passo. La comunicazione di completamento al GSE, la società pubblica che gestisce la pratica, si può trasmettere fino al 15 novembre 2028 senza perdere il vantaggio fiscale, ma solo l’invio entro il 31 dicembre 2026 permette di inserirlo nella dichiarazione che presenterai nel 2027.

Che cos’è la comunicazione di completamento e quando si manda?

Questa comunicazione di completamento chiude i tre invii previsti dalla piattaforma del GSE per accedere all’iper-ammortamento, cioè la maggiorazione del costo di un bene nuovo che la legge riserva al calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. La prima comunicazione, quella preventiva, raccoglie i dati dell’azienda, il tipo e l’importo degli investimenti programmati per ogni struttura produttiva e, per ciascun bene, la data stimata di completamento, l’aliquota annua di ammortamento e la data prevista per il collegamento. La seconda comunicazione, di conferma, va inviata entro sessanta giorni dalla ricevuta positiva: serve a indicare se l’investimento è confermato o decaduto e a provare il versamento di almeno il 20% del costo.

L’invio finale si fa a investimento concluso. Per un macchinario, questo coincide con l’interconnessione, cioè il collegamento che gli permette di scambiare dati con il sistema aziendale di gestione della produzione o con la rete dei fornitori. L’articolo 1, comma 429, della legge 199/2025, la legge di bilancio 2026, agevola i beni inseriti negli elenchi degli allegati IV e V della legge stessa solo a questo patto, ed è quindi la perizia a stabilire se l’escavatore rientra nell’elenco e se il collegamento è conforme.

Prendiamo il caso di una S.r.l. edile con dodici addetti, che a marzo 2026 acquista un escavatore cingolato da 180.000 euro al netto dell’IVA e a giugno lo porta in cantiere con la telemetria collegata al gestionale: l’esempio serve solo a illustrare i conti, dato che ogni impresa segue dinamiche e costi propri. Con la conferma già accolta per quel mezzo, a dicembre resta da trasmettere il completamento.

Quali documenti serve avere pronti a dicembre?

Nella comunicazione finale vanno indicati, per ogni bene, la data effettiva di chiusura dell’investimento, quella di interconnessione e il coefficiente di ammortamento fiscale desunto dalle tabelle ministeriali, cioè la percentuale annua del costo portata in deduzione. Insieme a questi dati bisogna indicare le fatture o i contratti di leasing a saldo a copertura di almeno il 100% del costo agevolabile, attestando inoltre la disponibilità di due documenti che richiedono tempo per la redazione: la perizia di interconnessione e la certificazione contabile.

Con la perizia un tecnico abilitato assevera che il macchinario possiede i requisiti richiesti ed è effettivamente integrato nei sistemi aziendali, documento sostituibile con l’attestato rilasciato da un ente accreditato. La certificazione contabile, predisposta da un revisore legale, attesta invece che le spese dichiarate sono state realmente sostenute. Nel portale il costo di acquisto può essere modificato unicamente al ribasso rispetto ai valori comunicati in precedenza, perciò eventuali stime in eccesso inserite nella preventiva non si correggono più, mentre per l’invio finale è necessaria la firma digitale con SPID del legale rappresentante.

Perché il 31 dicembre 2026 conta più del 15 novembre 2028?

Anche se la scadenza per la comunicazione di completamento è fissata al 15 novembre 2028, la data effettiva di trasmissione determina quando si potrà beneficiare dell’agevolazione. La maggiorazione rileva infatti a partire dal periodo d’imposta in cui la comunicazione perviene al GSE, ovvero dall’esercizio cui fa capo la dichiarazione dei redditi. Se l’impresa chiude il bilancio al 31 dicembre e nel 2026 ha concluso l’investimento collegando il macchinario, trasmettere i dati entro fine anno permette di inserire la prima quota nel modello Redditi 2027, mentre rimandare anche solo al 7 gennaio fa slittare l’imputazione all’esercizio 2027, rinviando la deduzione di un anno intero.

C’è anche un’altra ragione per cui l’impatto finanziario non si manifesta subito: in base all’articolo 1, comma 434, della legge di bilancio 2026, l’acconto delle imposte per il periodo in corso al 31 dicembre 2026 va determinato senza considerare la maggiorazione. Il beneficio si concretizza quindi interamente a saldo in dichiarazione, lasciando invariati gli acconti versati a novembre.

Quanto vale la maggiorazione su un escavatore da 180.000 euro?

Sull’escavatore dell’esempio la maggiorazione è del 180%, perché l’articolo 1, comma 427, della legge di bilancio 2026 applica questa percentuale agli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, il 100% sulla quota compresa tra 2,5 e 10 milioni e il 50% tra 10 e 20 milioni. Gli scaglioni agiscono in modo progressivo: su una spesa di 3 milioni, i primi 2,5 mantengono il 180% e soltanto i 500.000 euro eccedenti passano al 100%. Su una base di 180.000 euro l’incremento ammonta dunque a 324.000 euro, una voce figurativa riconosciuta ai soli fini tributari che eleva il totale deducibile a 504.000 euro.

Questo importo di 324.000 euro non si deduce per intero nello stesso esercizio, ma si distribuisce lungo il piano di ammortamento della macchina. Adottando nell’esempio un coefficiente del 20%, l’articolo 102, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi impone di dimezzare l’aliquota per il primo anno: il percorso prevede quindi il 10% nel 2026, il 20% all’anno dal 2027 al 2030 e il residuo 10% nel 2031, coprendo sei esercizi. Di conseguenza, nel 2026 l’impresa porta in deduzione 18.000 euro di quota ordinaria più 32.400 euro legati alla sola maggiorazione.

Applicando l’IRES al 24%, stabilita dall’articolo 77 del medesimo testo unico, i 32.400 euro si traducono in un risparmio fiscale di 7.776 euro nel primo esercizio, per raggiungere un minor carico complessivo di 77.760 euro distribuiti lungo i sei periodi di imposta compresi tra il 2026 e il 2031. Spostando l’invio al 2027, la deduzione decorrerà da quel bilancio e la quota 2026 resterà esclusa dalla dichiarazione.

Il risparmio fiscale abbassa il costo del mezzo in commessa?

I due piani vanno tenuti separati, perché confonderli altera la reale marginalità delle commesse. La norma circoscrive la maggiorazione alle quote di ammortamento e ai canoni di locazione finanziaria ai soli fini delle imposte sui redditi: l’escavatore ha richiesto un esborso di 180.000 euro, ed è questo l’importo da considerare nella gestione del cantiere.

Nel controllo di commessa i costi si imputano sulle ore di utilizzo effettivo, basandosi sulla durata d’uso stimata per il macchinario anziché sul piano tributario. Ipotizzando un impiego su cinque anni, l’impresa addebita ai cantieri 36.000 euro l’anno, cifra valida anche per il 2026 a prescindere dalla quota fiscale dimezzata di 18.000 euro. Lavorando 1.200 ore, la singola ora di escavatore incide per 30 euro di solo ammortamento, cui si sommano carburante, manutenzioni, trasporti e operatore. Se si scomputassero dal costo del bene i 77.760 euro di sgravio fiscale, la tariffa scenderebbe fittiziamente a 17,04 euro all’ora, falsando i preventivi al ribasso.

Il problema emerge anche a consuntivo nell’analisi del margine di commessa, cioè la quota di corrispettivo residua una volta spesati tutti i costi: imputare il mezzo a un costo alleggerito dal vantaggio fiscale fa apparire il cantiere più redditizio di quanto sia realmente, evidenziando il disallineamento solo a lavori conclusi. È lo stesso principio descritto per il costo orario di un operaio edile, mentre il metodo per mettere a confronto costi e avanzamento è illustrato nell’approfondimento su come leggere il margine a finire di un cantiere fin dal secondo SAL, lo stato di avanzamento dei lavori con cui si richiede l’acconto al committente.

Cosa non è ancora chiarito per i mezzi che girano fra cantieri?

L’agevolazione è vincolata ai beni destinati a strutture produttive ubicate in Italia: se il bene viene trasferito in una struttura all’estero, la norma consente di conservare le quote residue solo rimpiazzandolo, nel medesimo esercizio, con un cespite nuovo di pari o superiore livello tecnologico. Per un impianto fisso la regola non crea dubbi, ma per un’impresa edile, abituata a movimentare le macchine da un’opera all’altra e talvolta fuori dai confini nazionali, la gestione è più complessa.

L’ANCE ha sollecitato chiarimenti al Ministero delle imprese e del made in Italy e all’Agenzia delle Entrate per chiarire se la sede dell’impresa funga da struttura produttiva e come gestire i macchinari inviati temporaneamente fuori confine. In attesa di indicazioni ufficiali, prima di completare la pratica conviene tracciare con precisione dove il mezzo ha operato e dove verrà impiegato, poiché le informazioni trasmesse costituiranno la base per i controlli del GSE.

Cosa controllare nelle tue commesse e da quando?

Fino al 31 dicembre l’attività richiede di ordinare la documentazione per ogni investimento già confermato. Occorre predisporre per ciascun mezzo la data di completamento, quella di interconnessione, l’aliquota di ammortamento e i riferimenti delle fatture saldate, perché la mancanza di uno solo di questi elementi blocca la procedura.

I controlli da completare entro l’anno sono:

  1. per ogni bene confermato, la data effettiva di completamento e quella di interconnessione, con un documento che le regga;
  2. le fatture a saldo per almeno il 100% del costo agevolabile, oppure il contratto di leasing;
  3. la perizia di interconnessione e la certificazione contabile già firmate e protocollate;
  4. il costo definitivo, che può essere soltanto uguale o più basso di quello dichiarato nella conferma;
  5. nel piano dei costi di cantiere, l’ammortamento del mezzo al valore pieno, con il risparmio d’imposta tenuto in un conto separato;
  6. il calcolo degli acconti d’imposta fatto senza la maggiorazione;
  7. in scadenziario, le comunicazioni periodiche di gennaio e di giugno, con la previsione di utilizzo del beneficio, il piano di ammortamento e le quote già imputate.

Compilare tutti i campi evita ritardi istruttori, fermo restando che la fruizione del beneficio resta subordinata all’esito positivo delle verifiche del GSE: il risparmio confluirà nel modello Redditi 2027 solo una volta superato questo controllo. Per verificare come ripartire il costo orario delle attrezzature sulle commesse separando i dati operativi dalle agevolazioni fiscali, puoi richiedere una demo di EdilBudget portando il piano di ammortamento e le ore di lavoro della macchina.

Fonti

Domande frequenti

Chi può usare l'iper-ammortamento sui mezzi di cantiere?

La legge parla di soggetti titolari di reddito d'impresa che investono in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive che stanno in Italia, e il GSE precisa che rientrano tutte le imprese residenti in Italia e le sedi italiane di imprese estere, qualunque sia la forma giuridica, la dimensione o il settore. Restano fuori le imprese in liquidazione volontaria, in fallimento, in liquidazione coatta amministrativa, cioè la liquidazione disposta d'ufficio da un'autorità pubblica, e quelle in concordato preventivo che non prevede la prosecuzione dell'attività; il beneficio richiede comunque il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il regolare versamento dei contributi previdenziali (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 427 e 428, e GSE, pagina «Chi può accedere» del Nuovo Piano Transizione 5.0, consultata il 21/10/2026).

Un escavatore preso a noleggio dà diritto alla maggiorazione?

No. La legge maggiora il costo di acquisizione con esclusivo riferimento alle quote di ammortamento e ai canoni di locazione finanziaria, cioè il leasing, quindi un noleggio semplice resta fuori (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 427).

Cosa succede se la perizia non è pronta entro dicembre 2026?

La comunicazione di completamento chiede di attestare il possesso della perizia di interconnessione e della certificazione contabile, quindi senza quei documenti l'invio non si chiude. Poiché la maggiorazione rileva dal periodo d'imposta in cui la comunicazione arriva al GSE, l'invio nel 2027 sposta la prima deduzione di un anno (GSE, istruzioni operative del 15/10/2026 e pagina «Calcolo del beneficio», consultate il 21/10/2026).

Il bene che si completa nel 2027 perde l'agevolazione?

No. La maggiorazione vale per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e la comunicazione di completamento si può trasmettere fino al 15 novembre 2028: cambia solo il periodo d'imposta da cui la deduzione comincia a rilevare (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 427, e GSE, istruzioni operative del 15/10/2026).

Il risparmio d'imposta riduce il costo del mezzo da imputare alle commesse?

No. La maggiorazione opera solo ai fini delle imposte sui redditi e solo sulle quote di ammortamento e sui canoni di leasing, quindi il costo del mezzo che entra nei costi di cantiere resta quello realmente sostenuto (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 427).

Dott. Luca Mochi

Dottore commercialista, iscritto all'ODCEC di Roma, sez. A, n. AA_014139.

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