EdilBudget
Tutti gli articoli

Costo del lavoroPubblicato il 13 min di lettura

DURC di congruità: come si calcola la manodopera e come arrivare al saldo

Come si calcola la congruità della manodopera in edilizia, quando serve l'attestazione della Cassa Edile e cosa fare se l'indice resta sotto soglia.

Di Dott. Luca Mochi
Dottore commercialista

In questo articolo
  1. Che cos’è la congruità della manodopera e perché ferma il saldo?
  2. A quali lavori si applica la verifica di congruità?
  3. Come si calcola l’indice di congruità sul tuo cantiere?
  4. Che cosa entra nel valore dell’opera e nel costo dei lavori edili?
  5. Chi richiede l’attestazione di congruità e quando?
  6. Che cosa fare se a metà lavori l’indice è basso?
  7. Che cosa succede se a fine lavori la congruità non c’è?
  8. Come tenere l’indice sotto controllo commessa per commessa?
  9. Fonti
  10. Domande frequenti

Su una ristrutturazione da 180.000 euro al netto dell’IVA la congruità chiede almeno 39.600 euro di costo della manodopera denunciato, cioè il 22,00% del valore dei lavori. Senza quel minimo il saldo si ferma, quindi l’indice si controlla a ogni SAL, lo stato di avanzamento dei lavori su cui si fattura l’acconto.

Che cos’è la congruità della manodopera e perché ferma il saldo?

La congruità della manodopera è la verifica con cui la Cassa Edile, l’ente a cui le imprese denunciano ogni mese operai e contributi, controlla che il costo del lavoro registrato raggiunga una percentuale minima del costo dei lavori edili. La percentuale dipende dalla categoria dell’opera ed è fissata dalle parti sociali dell’edilizia nella tabella allegata all’accordo nazionale sulla congruità, così per una ristrutturazione civile il minimo è molto più alto rispetto a una nuova costruzione industriale.

L’esito arriva con l’attestazione di congruità, che affianca il DURC: se manca, il committente blocca i pagamenti e il saldo finale resta fuori dalla cassa dell’impresa. Il cantiere che usiamo qui è inventato e serve solo a mostrare il calcolo, ma segue la prassi di una commessa vera: l’impresa lavora, denuncia gli operai mese per mese, a fine lavori chiede la verifica e, se il costo della manodopera denunciato resta sotto soglia, versa la differenza per sbloccare l’incasso.

Siccome l’ultimo SAL chiude quasi sempre il conto economico della commessa, un saldo fermo per due o tre mesi sposta in avanti l’incasso proprio quando l’impresa ha già saldato fornitori e buste paga, facendone sentire il peso sulla liquidità prima ancora che sui margini.

A quali lavori si applica la verifica di congruità?

La verifica si applica a tutti i lavori pubblici, qualunque sia l’importo, mentre per i lavori privati scatta quando l’opera vale 70.000 euro o più, come stabilisce l’art. 2 del decreto del Ministero del Lavoro 143 del 25 giugno 2021 che ha introdotto la norma. Nel settore edile rientrano tutte le attività, comprese quelle affini, direttamente e funzionalmente connesse al lavoro dell’impresa affidataria, cioè l’impresa che ha preso l’appalto e risponde dell’intera opera.

Conta anche la data di avvio, perché il decreto si applica ai lavori edili la cui denuncia di inizio lavori è stata presentata alla Cassa Edile territorialmente competente dal 1° novembre 2021 (art. 6, comma 1). Questa denuncia apre il cantiere presso la Cassa e stabilisce se la commessa entra nel sistema. Restano invece esclusi i lavori per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici del 2016 per le quali erano già state adottate ordinanze del Commissario straordinario.

Come si calcola l’indice di congruità sul tuo cantiere?

L’indice si ottiene dividendo il costo della manodopera denunciato in Cassa Edile per il costo dei lavori edili, confrontando poi il risultato con la percentuale della categoria. Al numeratore si inserisce il costo del lavoro e non il numero di ore, tenendo conto di paghe e contributi che l’impresa versa e che la Cassa Edile ricava dalle denunce mensili. Per vedere nel dettaglio queste voci, l’articolo su quanto costa davvero un’ora di operaio edile le esamina riga per riga.

Nel cantiere di esempio, una ristrutturazione di edificio civile per un privato, il valore dell’opera è di 180.000 euro al netto dell’IVA e tutte le lavorazioni sono edili, quindi il costo dei lavori edili coincide con il valore dell’opera. La tabella assegna a questa categoria il 22,00%, perciò a fine lavori servono almeno 39.600 euro di costo della manodopera denunciato.

La tabella elenca 33 voci numerate con percentuali dal 5,36% fino al 35,00%, previsto per le superfici decorate di beni del patrimonio culturale: uno scarto così ampio che sbagliare categoria compromette il calcolo. Tra queste, le voci più frequenti nell’edilizia civile sono:

categoria dei lavoriincidenza minima della manodopera
OG1, nuova edilizia civile, compresi impianti e forniture14,28%
OG1, nuova edilizia industriale, esclusi impianti5,36%
Ristrutturazione di edifici civili22,00%
Ristrutturazione di edifici industriali, esclusi impianti6,69%
OG2, restauro e manutenzione di beni tutelati30,00%
OG3, opere stradali, ponti e simili, esclusi i lavori di bitumatura13,77%
OG3, lavori di bitumatura6,00%
OS7, finiture di opere generali di natura edile e tecnica18,00%
OS13, strutture prefabbricate in cemento armato6,00%

Le voci sono aumentate perché le parti sociali hanno aggiunto sottocategorie agli indici iniziali, e l’accordo nazionale del 24 giugno 2022 fissa due diverse decorrenze. Le percentuali della nuova tabella valgono per i cantieri con denuncia di nuovo lavoro presentata dal 1° agosto 2022, mentre il 6,00% per i lavori di bitumatura, separato dal 13,77% delle altre opere stradali, le Casse Edili lo applicano agli appalti della categoria OG3 anche se già in corso a quella data.

Gli accordi del 30 gennaio 2024 e del 9 maggio 2024 hanno integrato l’elenco con lo stesso criterio di decorrenza doppia:

  • per i cantieri denunciati dal 1° gennaio 2024: segnaletica stradale non luminosa dell’OS10 all’8,00%, componenti strutturali in acciaio dell’OS18-A e componenti per facciate continue dell’OS18-B al 6,00%;
  • anche sugli appalti già aperti: jet grouting dell’OS21 all’8,00%, palancole dell’OS21 al 6,00%, sgombero neve dell’OG3 al 6,00% e, negli appalti pubblici di lavori stradali in aree a vincolo culturale, la sottocategoria dei lavori stradali di OG2 e OS2-A al 13,77%.

Chi opera in una categoria specialistica deve quindi verificare la propria voce nell’elenco completo degli indici di congruità, dato che le percentuali variano sensibilmente da una lavorazione all’altra.

Se in cantiere convivono più categorie, si applica la percentuale della categoria prevalente, conteggiando al numeratore tutta la manodopera impiegata, anche per le opere secondarie. L’impresa affidataria può comunque far valere una categoria secondaria con percentuale più bassa come giustificazione, se non raggiunge la soglia richiesta.

Che cosa entra nel valore dell’opera e nel costo dei lavori edili?

I due importi restano distinti perché il primo definisce se il cantiere rientra nell’obbligo, mentre il secondo costituisce la base di calcolo dell’indice. Nel valore complessivo dell’opera rientrano anche le lavorazioni non edili, sempre al netto dell’IVA: è questo l’importo da confrontare con la soglia dei 70.000 euro per i lavori privati.

Negli appalti pubblici il valore corrisponde a quello di aggiudicazione, al netto dell’IVA e al lordo del ribasso. Nei lavori privati con notifica preliminare, obbligatoria quando operano più imprese, si usa invece l’importo indicato nella notifica stessa, mentre negli altri casi fa fede il valore contrattuale, sempre al netto dell’IVA.

Il costo dei lavori edili comprende solo la quota riconducibile alle attività dell’art. 2 del decreto, ricavata dal capitolato o dal contratto. Questa voce include gli oneri di sicurezza ed esclude il puro nolo dei ponteggi e lo smaltimento dei materiali in impianti autorizzati. Se i due importi mostrano scostamenti evidenti, la Cassa Edile può avviare accertamenti, quindi è opportuno distinguere le lavorazioni edili da quelle non edili già nel contratto.

Chi richiede l’attestazione di congruità e quando?

L’attestazione viene rilasciata dalla Cassa Edile territorialmente competente entro dieci giorni dalla richiesta presentata dall’impresa affidataria, da un suo delegato o dal committente (art. 4, comma 1 del decreto), con tempistiche che variano a seconda dell’opera.

Negli appalti pubblici la congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva è richiesta dal committente o dall’impresa affidataria all’emissione dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori, prima del saldo finale (art. 4, comma 2). Nei lavori privati la congruità deve essere dimostrata al committente perché eroghi il saldo finale, e l’impresa affidataria presenta un’attestazione che riguarda l’opera complessiva e non il singolo SAL (art. 4, comma 3).

Per questo motivo il monitoraggio va condotto durante i lavori: la Cassa Edile verifica l’opera solo alla fine, mentre l’impresa dispone delle denunce fin dal primo mese e può correggere il tiro quando ci sono ancora ore da impiegare. Questo metodo segue la logica con cui si applica il ricalcolo del margine a finire a ogni SAL, basato sugli stessi dati di costo per commessa.

Che cosa fare se a metà lavori l’indice è basso?

La prima verifica riguarda l’anagrafica del cantiere, perché un indice basso dipende spesso da operai registrati presso la Cassa Edile di un’altra provincia o attribuiti a un’altra commessa, disperdendo il costo su riferimenti errati. Subito dopo si controlla la manodopera dei subappaltatori, dato che il calcolo tiene conto sia della manodopera denunciata sia di quella versata dalle imprese coinvolte nell’opera, e il ritardo di un subappaltatore abbassa l’indice dell’impresa affidataria che ne risponde direttamente.

Spesso sfugge invece il denominatore: se il committente richiede varianti, l’impresa deve dimostrare la congruità sul nuovo valore determinato dalle varianti apportate (art. 3, comma 3 del decreto), e l’aumento dell’importo lavori alza di pari passo il minimo di manodopera. Nel cantiere di esempio una variante da 20.000 euro porta la soglia da 39.600 a 44.000 euro.

Sullo stesso cantiere, tre verifiche mostrano come una commessa possa allontanarsi dall’obiettivo nel tempo:

rilevazionevalore dei lavori maturatomanodopera denunciataindiceminimo al 22,00%
primo SAL60.000 euro9.000 euro15,00%13.200 euro
secondo SAL120.000 euro21.600 euro18,00%26.400 euro
ultimo SAL180.000 euro35.000 euro19,44%39.600 euro

Al primo SAL il 15,00% dipende dagli scavi e dalle strutture affidati in gran parte all’esterno, ma al secondo SAL il 18,00% impone un intervento immediato, poiché restano 60.000 euro di lavori e le finiture assorbono molta manodopera. Chi rimanda il controllo all’ultimo SAL, fermandosi al 19,44%, non ha più ore di cantiere a disposizione per recuperare.

Che cosa succede se a fine lavori la congruità non c’è?

Se la Cassa Edile non rilascia l’attestazione, indica analiticamente all’impresa affidataria le difformità riscontrate e la invita a regolarizzare entro quindici giorni, versando in Cassa Edile l’importo corrispondente alla differenza di costo del lavoro che manca per raggiungere la percentuale stabilita (art. 5, comma 1 del decreto). Nel nostro esempio, avendo denunciato 35.000 euro rispetto ai 39.600 richiesti, l’impresa deve versare 4.600 euro: un’uscita di cassa imprevista che non genera produzione e incide sul conto economico.

In alternativa si può applicare la tolleranza dell’art. 5, comma 4: se lo scostamento è pari o inferiore al 5% della percentuale di incidenza, la Cassa Edile rilascia l’attestazione a fronte di una dichiarazione del direttore dei lavori che giustifichi la differenza. Sul nostro cantiere quel 5% riduce la soglia del 22,00% al 20,90%, pari a 37.620 euro, lasciando i 35.000 euro denunciati ancora sotto il limite. L’art. 5, comma 5 prevede inoltre che l’impresa risultata non congrua possa dimostrare il raggiungimento della percentuale esibendo documentazione idonea su costi del lavoro non registrati presso la Cassa Edile, importi che tuttavia vengono valutati solo in sede di richiesta finale e non durante il corso dei lavori.

Trascorsi i quindici giorni senza regolarizzazione, l’esito negativo viene notificato al richiedente con l’indicazione dei debiti e delle motivazioni, e la Cassa Edile registra l’impresa affidataria nella Banca nazionale delle imprese irregolari. Da quel momento l’irregolarità incide sulle successive verifiche di regolarità contributiva finalizzate al rilascio del DURC per l’impresa affidataria, penalizzando l’intera attività aziendale (art. 5, comma 6).

Come tenere l’indice sotto controllo commessa per commessa?

Per monitorare le commesse sopra soglia basta una riga da aggiornare alla chiusura delle denunce mensili, annotando il valore dei lavori maturato, il costo della manodopera denunciato, l’indice risultante e la percentuale da raggiungere. Rilevare il costo del lavoro richiede attenzione perché i dati provengono dalle buste paga e dalle denunce di Cassa Edile, mentre l’avanzamento deriva dai SAL, finendo spesso in archivi separati che rendono difficile il confronto.

Questo controllo va eseguito alla predisposizione del SAL, quando i costi del mese sono imputati al cantiere e la produzione è appena stata contabilizzata. Un foglio di calcolo con una riga per cantiere e le quattro voci in colonna permette di evidenziare quando l’indice scende sotto soglia. Per automatizzare questo controllo collegandolo direttamente ai costi di manodopera registrati per commessa, puoi richiedere una demo di EdilBudget portando i SAL emessi e le denunce recenti.

Un primo passo pratico consiste nell’elencare le commesse sopra i 70.000 euro, associando a ciascuna la percentuale prevista e il costo della manodopera denunciato finora: i cantieri che mostrano uno scarto sensibile sono quelli su cui riorganizzare subito squadre e lavorazioni, finché i lavori sono ancora aperti.

Fonti

  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, decreto 25 giugno 2021, n. 143 (artt. 2, 3, 4, 5 e 6), consultato il 22/10/2026
  • Commissione nazionale delle Casse Edili, Indici di congruità CNCE_EdilConnect, tabella in vigore (33 voci numerate, dal 5,36% al 35,00%; ristrutturazione di edifici civili 22,00%; OG3 esclusa la bitumatura 13,77% e bitumatura 6,00%), consultata il 22/10/2026
  • Accordo nazionale del 24 giugno 2022 fra ANCE, Legacoop Produzione e Servizi, AGCI Produzione e Lavoro, Confcooperative Lavoro e Servizi, Anaepa Confartigianato, CNA Costruzioni, FIAE Casartigiani, CLAAI Edilizia, Confapi Aniem e Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, in attuazione dell’Accordo collettivo del 10 settembre 2020: le percentuali della tabella si applicano ai cantieri con denuncia di nuovo lavoro dal 1° agosto 2022, mentre la sottocategoria dei lavori di bitumatura dell’OG3 al 6% si applica agli appalti della categoria OG3 anche in corso. Testo allegato al documento degli indici di congruità citato sopra, consultato il 22/10/2026
  • Accordo nazionale del 30 gennaio 2024, a integrazione della tabella allegata all’Accordo del 24 giugno 2022: OS10 segnaletica stradale non luminosa 8%, OS18-A componenti strutturali in acciaio 6% e OS18-B componenti per facciate continue 6% per i cantieri denunciati dal 1° gennaio 2024, con le percentuali OS18-A e OS18-B applicabili anche agli analoghi lavori privati in corso; sottocategorie OS21 jet grouting 8% e palancole 6% e sottocategoria OG3 sgombero neve 6% per gli appalti anche in corso. Consultato il 22/10/2026
  • Accordo nazionale del 9 maggio 2024, a integrazione delle tabelle allegate all’Accordo del 30 gennaio 2024: estensione del 6% dell’OS18-B, applicabile anche ai lavori in corso, e sottocategoria dei lavori stradali al 13,77% per OG2 e OS2-A negli appalti pubblici, anche in corso, di lavori stradali in zone sottoposte a vincolo culturale. Consultato il 22/10/2026
  • Commissione nazionale delle Casse Edili, Documento FAQ unitario CNCE_EdilConnect, revisione del 10 aprile 2025 (FAQ 6.1, 12.1, da 17.1 a 17.6 e 25.1), consultato il 22/10/2026

Domande frequenti

Da quando si applica la verifica di congruità della manodopera?

Dai lavori edili la cui denuncia di inizio lavori è stata presentata alla Cassa Edile dal 1° novembre 2021, come stabilisce l'art. 6, comma 1 del decreto del Ministero del Lavoro 143 del 25 giugno 2021.

La soglia dei 70.000 euro dei lavori privati è al netto o al lordo dell'IVA?

Al netto dell'IVA, e comprende anche le lavorazioni non edili dell'appalto: lo chiarisce la FAQ 17.1 del documento unitario CNCE_EdilConnect nella revisione del 10 aprile 2025.

Che cosa succede se la manodopera denunciata non raggiunge la percentuale minima?

La Cassa Edile indica le difformità e invita l'impresa affidataria a versare entro quindici giorni la differenza di costo del lavoro che manca. Senza regolarizzazione l'impresa finisce nella Banca nazionale delle imprese irregolari e l'esito negativo pesa sulle successive verifiche di regolarità contributiva, secondo l'art. 5 del decreto 143/2021.

Esiste una tolleranza sull'indice di congruità?

Sì: quando lo scostamento è pari o inferiore al 5% della percentuale di incidenza, la Cassa Edile rilascia l'attestazione a fronte di una dichiarazione del direttore dei lavori che giustifichi lo scostamento (art. 5, comma 4 del decreto 143/2021).

Chi deve chiedere l'attestazione di congruità alla Cassa Edile?

La richiesta può arrivare dall'impresa affidataria, da un professionista da lei delegato o dal committente, e la Cassa Edile territorialmente competente rilascia l'attestazione entro dieci giorni (art. 4, comma 1 del decreto 143/2021).

Dott. Luca Mochi

Dottore commercialista, iscritto all'ODCEC di Roma, sez. A, n. AA_014139.

Profilo completo su profund.it

Continua a leggere

  1. Penali in appalto pubblico: quando una penale ti esclude dalla gara dopo

    Le penali per ritardo in appalto pubblico possono valere come grave illecito professionale ed escluderti dalla gara dopo: regola, limiti, cosa tenere.

    Appalti e prezzi9 min di lettura

  2. Dal computo al preventivo: spese generali e utile senza regalare il margine

    Spese generali e utile sul computo: il calcolo in quattro passaggi su un cantiere da 90.000 euro e quanto margine resta dopo uno sconto del 5%.

    Preventivi e computo10 min di lettura

Vediamolo su un tuo cantiere.

Partiamo da una commessa di esempio oppure dal computo e da un SAL recente del tuo cantiere. Così vedi come EdilBudget legge l'andamento economico della commessa.

Richiedi una demo