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Budget dell'impresaPubblicato il 7 min di lettura

Come calcolare il budget di un'impresa edile

Budget di un'impresa edile: costi diretti e costi di struttura, come ripartirli, margine di commessa e margine d'impresa, con un esempio pratico in euro.

Di Dott. Luca Mochi
Dottore commercialista

In questo articolo
  1. Costi diretti e costi di struttura
  2. L’esempio: un anno di un’impresa con tre cantieri
  3. Come ripartire i costi di struttura sui cantieri
  4. Dal consuntivo al budget dell’anno dopo
  5. Con quale strumento
  6. Gli errori più comuni
  7. Domande frequenti

Per gestire il budget di un’impresa edile separa i costi diretti di ogni cantiere dai costi di struttura dell’impresa. Poi calcola quanto margine deve lasciare ogni cantiere per coprire i costi di struttura e controlla ogni mese se quel margine arriva davvero. Il margine di commessa ti dice se un singolo cantiere rende. Il margine d’impresa ti dice se l’impresa nel suo insieme guadagna. Servono tutti e due.

Qui sotto trovi la differenza tra i due tipi di costo, due metodi semplici per ripartire i costi di struttura sui cantieri e un esempio svolto in euro.

Costi diretti e costi di struttura

Costi diretti. Sono i costi che esistono solo perché esiste quel cantiere: materiali, ore della squadra, subappalti, noli di ponteggi e mezzi, smaltimento, allestimento e smontaggio, polizze legate a quel lavoro. Se il cantiere non ci fosse, questi costi non li avresti.

Costi di struttura. Sono i costi che l’impresa sostiene comunque, con uno o con dieci cantieri aperti: affitto della sede e del magazzino, stipendi dell’ufficio tecnico e dell’amministrazione, commercialista e consulente del lavoro, assicurazioni generali, auto e furgoni non assegnati a un cantiere, utenze, telefoni, software. Si chiamano anche costi generali o spese fisse.

La distinzione è la stessa che usa il principio contabile OIC 23 sui lavori in corso su ordinazione. I costi diretti sono quelli «direttamente riferibili alla commessa». I costi indiretti sono quelli dell’intera attività produttiva, ripartiti sulle singole commesse con criteri sistematici. I costi generali e amministrativi entrano nel costo di commessa solo se il contratto permette di addebitarli al committente. Quella è la regola per il bilancio. Per decidere i prezzi e capire se l’impresa guadagna, invece, ti conviene ripartire tutti i costi di struttura: è quello che vediamo qui.

Una nota sulle parole. Nel singolo cantiere il «budget» è il costo previsto per finire il lavoro. Qui parliamo del budget dell’impresa: il piano dell’anno, che mette insieme i cantieri e i costi di struttura.

L’esempio: un anno di un’impresa con tre cantieri

L’impresa è inventata, ma i numeri sono realistici per una piccola impresa edile. Per tenere il calcolo semplice, i tre cantieri iniziano e finiscono nello stesso anno. Tutti gli importi sono al netto dell’IVA.

CantiereRicaviCosti direttiMargine di commessa% sui ricavi
A, ristrutturazione di un condominio420.000 €336.000 €84.000 €20%
B, villetta unifamiliare280.000 €238.000 €42.000 €15%
C, rifacimento di un negozio100.000 €92.000 €8.000 €8%
Totale800.000 €666.000 €134.000 €16,75%

Il margine di commessa è ricavi meno costi diretti. A colpo d’occhio sono tre cantieri in utile.

I costi di struttura dell’anno sono questi:

VoceImporto
Affitto di sede e magazzino24.000 €
Stipendi di ufficio tecnico e amministrazione62.000 €
Commercialista e consulente del lavoro9.000 €
Assicurazioni generali6.000 €
Auto e furgone non assegnati ai cantieri11.000 €
Utenze, telefoni e software8.000 €
Totale120.000 €

Il margine d’impresa è il margine dei cantieri meno i costi di struttura: 134.000 − 120.000 = 14.000 €, cioè l’1,75% dei ricavi, prima di interessi e imposte. L’impresa ha fatturato 800.000 € e ha lavorato tutto l’anno per guadagnarne appena 14.000.

Come ripartire i costi di struttura sui cantieri

Per sapere quale cantiere ha davvero reso, assegna a ogni cantiere una quota dei costi di struttura. I due metodi più usati nelle piccole imprese sono questi.

In proporzione ai ricavi. I costi di struttura valgono 120.000 € su 800.000 € di ricavi, cioè il 15%. Ogni cantiere ne porta il 15% dei suoi ricavi.

CantiereQuota di strutturaMargine dopo la struttura
A63.000 €21.000 €
B42.000 €0 €
C15.000 €−7.000 €
Totale120.000 €14.000 €

In proporzione alle ore della squadra. Nell’anno la squadra ha lavorato 12.000 ore: 6.000 sul cantiere A, 5.000 sul B e 1.000 sul C. I costi di struttura pesano quindi per 10 € per ogni ora di cantiere.

CantiereQuota di strutturaMargine dopo la struttura
A60.000 €24.000 €
B50.000 €−8.000 €
C10.000 €−2.000 €
Totale120.000 €14.000 €

Il totale non cambia: il margine d’impresa resta 14.000 € con qualsiasi metodo. Cambia la lettura dei singoli cantieri. Con i ricavi il cantiere B va in pareggio. Con le ore va in perdita, perché ha richiesto molto lavoro della squadra rispetto a quanto ha fatturato.

Per scegliere il metodo più adatto, guarda cosa assorbe davvero i tuoi costi di struttura. Se l’ufficio passa il tempo su preventivi, contabilità e fatture, la base dei ricavi va bene. Se i costi di struttura servono soprattutto a organizzare squadre e mezzi, la base delle ore è più fedele. Scegli una base e tienila per tutto l’anno, così i cantieri restano confrontabili.

Dal consuntivo al budget dell’anno dopo

Questi numeri servono a fare i prezzi giusti. Nell’esempio i costi di struttura valgono il 15% dei ricavi. Un cantiere con un margine di commessa sotto il 15% quindi non copre la sua parte. Se l’impresa vuole tenere un 5% di utile con lo stesso volume di lavoro, ogni preventivo deve lasciare almeno il 20% di margine di commessa.

Su un lavoro con 200.000 € di costi diretti, il prezzo che lascia il 20% di margine è 200.000 ÷ (1 − 0,20) = 250.000 €. Il margine è 50.000 €, cioè il 20% di 250.000.

Il budget dell’impresa dà anche il fatturato minimo dell’anno. Con un margine medio di commessa del 16,75%, per coprire 120.000 € di costi di struttura servono circa 716.000 € di ricavi (120.000 ÷ 0,1675). Sotto quella cifra l’impresa lavora in perdita anche se ogni cantiere sembra in utile.

Infine dividi i costi di struttura per mese, nell’esempio 10.000 € al mese. Ogni mese confronta il margine dei cantieri con quella cifra. Saprai subito se stai coprendo i costi di struttura o se li stai rinviando ai mesi successivi.

Con quale strumento

Per un’impresa con uno o due cantieri all’anno basta un foglio di calcolo, purché i costi vengano assegnati al cantiere quando arrivano e non a fine anno. Con più cantieri aperti insieme serve un programma che tenga i costi per cantiere e la struttura nello stesso posto. In EdilBudget, per esempio, il riepilogo mensile mette il margine dei cantieri accanto ai costi di struttura e mostra quanta parte è già coperta.

Il controllo del margine mentre il cantiere è ancora aperto, con SAL e stima a finire, lo trattiamo in un articolo a parte.

Gli errori più comuni

Guardare solo il margine di commessa. Nell’esempio tutti e tre i cantieri sono in utile, ma l’impresa guadagna 14.000 € su 800.000 € di ricavi. Senza i costi di struttura nel conto, il quadro sembra molto migliore di quello che è.

Confondere ricarico e margine. Un ricarico del 20% sui costi non dà un margine del 20% sul prezzo. Su 200.000 € di costi diretti, 200.000 × 1,20 = 240.000 €: il margine è 40.000 €, cioè il 16,7% del prezzo. È meno del 20% che serve all’impresa dell’esempio.

Rinunciare a un lavoro perché «in perdita» dopo la ripartizione. Il cantiere C ha un margine di commessa positivo di 8.000 €, che contribuisce a pagare i costi di struttura. Senza il cantiere C i costi di struttura restano 120.000 €. Il margine dei cantieri scende a 126.000 € e il margine d’impresa passa da 14.000 € a 6.000 €. Prima di rinunciare a un lavoro, guarda se il suo margine di commessa è positivo. Poi chiediti se al suo posto puoi avere un lavoro che rende di più.

Spostare i costi da una parte all’altra durante l’anno. Se il furgone a gennaio va sul cantiere e a giugno sui costi di struttura, i margini di commessa non sono più confrontabili. Decidi all’inizio dell’anno cosa rientra nei costi diretti e cosa nei costi di struttura, e scrivilo.

Se vuoi vedere come si legge il budget della tua impresa con i tuoi cantieri, richiedi una demo.

Domande frequenti

Il capocantiere che segue più cantieri è un costo diretto o di struttura?

Dipende da come lavora. Se puoi segnare le sue ore cantiere per cantiere, il suo costo va sui cantieri in proporzione alle ore come costo diretto. Se le ore non le registri, mettilo tra i costi di struttura e ripartiscilo con gli altri. L'importante è scegliere una regola e tenerla per tutto l'anno.

Ogni quanto va aggiornato il budget dell'impresa?

Il budget si fa una volta all'anno, prima che l'anno cominci. Il confronto con i numeri veri, invece, va fatto ogni mese. Se a metà anno un costo di struttura cambia molto, per esempio un nuovo affitto o un'assunzione in ufficio, ricalcola la percentuale di copertura per i preventivi che devi ancora fare.

I costi di struttura ripartiti sui cantieri entrano anche nel bilancio?

Di solito no. Per la valutazione dei lavori in corso, il principio contabile OIC 23 considera nel costo di commessa i costi diretti e i costi indiretti di produzione. I costi generali e amministrativi ci entrano solo se il contratto permette di addebitarli al committente. La ripartizione completa che vedi in questo articolo serve al controllo di gestione interno, non al bilancio.

Gli interessi del fido bancario sono costi di struttura?

Conviene tenerli in una riga a parte, sotto il margine d'impresa. Dipendono da come l'impresa si finanzia, non da come lavora in cantiere. Se li mescoli ai costi di struttura, un anno con molta cassa e uno con molto fido diventano difficili da confrontare.

Con pochi cantieri all'anno ha senso ripartire i costi di struttura?

Sì, anzi conta di più. Con due o tre cantieri all'anno ognuno porta una quota grande dei costi di struttura. Un solo preventivo fatto senza contarla può bastare a chiudere l'anno in pareggio.

Dott. Luca Mochi

Dottore commercialista, iscritto all'ODCEC di Roma, sez. A, n. AA_014139.

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